Passeggiata

Dettagli passeggiata

Vedere e conoscere: 
grotta e chiesa San Giovanni, testimonianze minerarie di Su Corovau, Decauville “Sa strara ‘e su vagoni”.
Durata media: 3 – 4 oreLC-RAW-24104
Quote (min / max): 175  – 260 m.s.l.m.
Lunghezza: 5900 m.
Impegno: due piedi di cinque
Consumo medio calorico: 1.000 – 1.200 calorie 
Località: Domusnovas (CI)
Partenza e Arrivo:  Ingresso Grotta San Giovanni – lato sud

Descrizione generale:
Magnifico percorso ad anello che si sviluppa nelle pendici meridionali e orientali del massiccio del Marganai, con partenza dal monumentale ingresso della grotta di San Giovanni, presso il centro abitato di Domusnovas.

La cavità naturale di San Giovanni è straordinaria e unica nel suo genere in Italia. Accedere a piedi nel traforo naturale percorrendo gli oltre 800 metri di ampia galleria che attraversa il Monte Acqua è una esperienza esclusiva. Come uniche sono le imponenti vasche stalagmitiche sovrapposte dette “gours”, considerate tra le più grandi d’Italia. Formazioni calcitiche che è facile osservare, tra le variopinte concrezioni e le numerose diramazioni laterali di notevole estensione che contraddistinguono l’antro.

Al vertice per la lunghezza della galleria naturale nel panorama mondiale, la grotta San Giovanni condivide la caratteristica di essere attraversata  da una strada solo con altre due cavità, il Mas d’Azil, in Francia e Jenolan Cave, in Australia.

Un tracciato interno utilizzato da tempi remoti che ha significato, sino a pochi anni fa, la via preferita per il trasporto dei minerali di piombo, zinco e rame estratti dai ricchi filoni presenti nelle montagne dell’interno.

Nei due ingressi della grotta, ben visibili, i resti delle possenti mura preistoriche che fortificavano la cavità. Tali strutture, insieme alla cappella che ospitava San Giovanni, furono abbattute nell’ottocento per ordine del Conte Beltrami che volle costruire una strada carreggiabile per meglio collegare l’abitato di Domusnovas alle miniere di Oridda e del rio San Giovanni, in quel periodo di sua proprietà.

L’itinerario individuato è piuttosto articolato e passa accanto alla bianca chiesetta dedicata a San Giovanni, per proseguire in un’antica carrareccia che risale e valica la sella boscosa tra il Monte Acqua e Punta Su Forru.

In passato una via alternativa alla pista interna alla grotta San Giovanni, non sempre percorribile a causa di piene invernali che potevano rendere il percorso pericoloso e imprevedibile.

Il sentiero individuato, accessibile ai più, conduce nella fitta lecceta di Su Corovau, qui rigogliosa su dolomie e calcari datati oltre 500 milioni di anni.

Significativi i lavori minerari di Su Corovau, specie quelli risalenti tra la fine dell’800 e la metà del ‘900; periodo nel quale la società inglese Marganai Mining and Forest Company ne acquisì i permessi, trasferiti poi alla società Monteponi, per la coltivazione di minerali di galena argentifera (piombo e argento) e calamina (minerali di zinco).

Oggi importanti testimoni sono gli antichi tratturi, i molteplici ruderi minerari, gli imbocchi delle gallerie Peddis, Soddu, Sabbia, Anita, Enzo, Rolfo, Galleria 45 e la Decauville conosciuta dai locali come Sa strara de su vagoni, percorribile tra vedute mozzafiato.

Testi e foto: Lino Cianciotto

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