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Solo sui nostri percorsi la Grotta di San Giovanni

Fortunati voi, cari atleti: attraverserete la Grotta di San Giovanni nel primo tratto di gara, a poca distanza dalla linea di partenza….giusto per farvi da subito un’idea della bellezza naturale di quest’angolo di sud ovest Sardegna. Situata nel territorio di Domusnovas, nell’Iglesiente, la grotta naturale è un bell’esempio di fenomeno carsico generato dallo scorrere di un fiume sotterraneo e risulta scavata nei calcari più antichi dell’isola, generati milioni di anni fa. Essa fu utilizzata dall’uomo già in tempi lontani, come testimoniano gli ultimi resti di un muro megalitico che forse serviva a chiuderne l’ampio ingresso meridionale in età prenuragica.
La peculiarità della grotta di San Giovanni è di essere la cavità naturale transitabile su strada più grande del mondo, parliamo di ben 850m! Di grotte simili ne esistono solo altre due su tutto il pianeta: una in Francia (la Grotte du Mas-d’Azil, nei Pirenei) e una in Australia (nel Grand Arch delle Jenolan Caves, a Oberon). La strada fu creata nel XIX secolo da un nobile che volle agevolare in tal modo il trasporto di materiale dalla vicina miniera di Sa Duchessa. Oggi non è più aperta alle auto da quando è stata riconosciuta monumento naturale e sottoposta a vincolo.

 

Attualmente la strada viene utilizzata dai visitatori per ammirare le bellezze della grotta, nella quale scorre il ruscello che proviene dalla retrostante valle di Oridda. Stalattiti e stalagmiti la addobbano vistosamente. Grandi vasche calcaree sovrapposte le une alle altre formano delle vere e proprie cascate di roccia.

 

 

Sia l’ingresso Nord che quello Sud, insieme alle numerose falesie presenti nelle Valle di Oridda, sono utilizzate tutto l’anno come palestre per gli sport di arrampicata.

Curiosità:
– La grotta di San Giovanni è ben più complessa di quanto non appaia: entrando dal lato sud si trova sulla sinistra il cosiddetto “Su stampu de Pireddu”, il ramo attivo più interessante, in quanto costituito da una serie di gallerie e cunicoli per uno sviluppo totale di 2 km caratterizzati dalla presenza di laghi sotterranei e sifoni. Il nome è quello di un antico bandito, un certo Pireddu che, sembra, vi trovava rifugio.
– All’interno della grotta vi era in passato una Cappella dedicata a San Giovanni, demolita quando sono iniziati i lavori di costruzione della strada. Così fu costruita la piccola Chiesetta di San Giovanni nelle immediate vicinanze dell’ingresso sud.

Per informazioni:

Consorzio Natura Viva Sardegna: 0039.3480553309; Email: consorzionaturaviva@gmail.com

Solo sui nostri percorsi!

Noi del Trail del Marganai vogliamo farvi vivere l’esperienza di fare un viaggio nel tempo senza bisogno di un’apposita macchina, ma semplicemente “di corsa”. Saranno i vostri piedi a portarvi a scoprire le testimonianze delle attività umane del passato più o meno lontano e tutto questo avrà come contorno dei paesaggi naturali mozzafiato! Enjoy and run!

Il nuraghe Sa Domu e s’Orku è il nostro punto di partenza per tutte le gare del Trail del Marganai 2019. Si trova su una piccola altura ai piedi del Monte Mannu, a pochi minuti a piedi dal paese di Domusnovas e venne edificato in diverse fasi dal 1600 a.C. fino al 1000 a.C. Si tratta del più grande complesso di tutta la zona Sud-Orientale, probabilmente, in altri tempi, fu uno dei più maggiori in tutta la Sardegna. Oggi diverse parti hanno ceduto e Madre Natura ha pensato bene di “abbracciare” l’antico edificio, abbandonato da circa 3000 anni, con i suoi profumati arbusti…da qui la difficoltà di accedere ai vani interni. Il suo nome significa la casa dell’orco e si dice che siano stati gli abitanti della zona a dargli questo nome per evitare che i bambini si avvicinassero.

 

La torre centrale, in gergo nuragico “il mastio”, fa parte di un bastione a tre torri e questo a sua volta è circondato da un antemurale che include e unisce 5 torri più esterne, nonché da due cortine non comunicanti, con ingressi indipendenti. Il mastio ha un diametro di 8,80m alla base e al suo interno una scala porta al piano superiore. Il suo ingresso, oggi parzialmente interrato, dà accesso al cortile, nel quale sono presenti diversi vani per la fusione dei metalli. Intorno al nuraghe si trovano numerose tracce di capanne che testimoniano la presenza di un villaggio.

 

 

Buono a sapersi: la particolarità di queste costruzioni sta nel fatto che i nostri antenati non usarono materiali di tipo cementificante per unire massi che potevano arrivare a pesare varie tonnellate. Se oggi dopo millenni oltre 7000 torri, sparsi su tutto il territorio della Sardegna, sono ancora in piedi lo dobbiamo all’abilità tecnica dell’uomo nuragico, nonché alla sua conoscenza delle regole “per imbrogliare la forza di gravità”(vedi per esempio l’uso di un architrave e finestra di scarico sopra gli ingressi).

Per informazioni e visite guidate:

Consorzio Natura Viva Sardegna: 0039.3480553309; Email: consorzionaturaviva@gmail.com